La Torta di Mia

Ecco la Torta Vestita da Torta di cui vi parlavo qualche articolo fa. Era dal 31 Ottobre che non ne preparavo una. Diciamo che nella mia cerchia ristretta di amici e parenti, lo slogan “tu prepara la torta che ai biscotti ci penso io” sta portando i suoi frutti. Finalmente, si sta iniziando a capire il senso del mio messaggio. Non ne faccio solo una questione di risparmio economico: preparare una torta per qualcuno, con le proprie mani, è davvero un modo d’amare. Certamente, il concetto vale per ogni tipo di cibo peró, per la torta è qualcosa di diverso. Del resto, tutto ciò che è dolce è qualcosa in più…..sia nella routine della vita quotidiana che negli eventi speciali. È scontato avere una fetta di torta come dolce, a fine pranzo o fine cena? Assolutamente no. Quando la si prepara o propone c’è sempre un motivo speciale. Parallelamente, non è forse vero che nelle feste familiari, la torta sia l’indiscusso simbolo di cerimoniosità? Praticamente, non vi è cerimonia senza la torta, che diventa importante tanto quanto i protagonisti umani dell’evento.

Capisco che per eventi di una certa corposità sia più tranquillizzante delegare ad altri ma almeno per i compleanni, mettersi in gioco ne vale davvero la pena. Dire o sentirsi dire “l’ho fatta io, per te” è una piccola cosa, di una grandiosità infinita.

In tutto questo, c’è anche il rovescio della medaglia, ovvero le aspettative disattese per cui, ad esempio, a un figlio adolescente è meglio omettere tale frase, se non si vuol correre il rischio che tutto finisca in un mare di lacrime (della madre, s’intende).Siccome la madre con i figli adolescenti di cui sopra sono io, ho scelto di farmi del male il meno possibile, dimostrando loro il mio amore in altro modo (resistendo ai loro “attacchi” stoicamente e senza abbandonarli in un centro sociale, ad esempio!), per cui preparo torte il meno possibile! Quando mi capita di realizzarne una per qualcun altro, capirete quindi che il mio stato d’animo non possa che migliorare, riempiendosi di emozioni……Quando ho passato la torta nelle mani di Mirella (la mamma di Mia), mi sono scese un po’ di lacrime dalla felicità che ho provato in quell’istante, tanto da sentirmi in dovere di ringraziare per aver avuto tale opportunità. Che volete che vi dica: la menopausa non fa altro che accentuare questa mia attitudine alla lacrima facile!

Ma ora torniamo alla torta, parlandone prettamente dal punto di vista tecnico quindi vi specifico alcuni dettagli dei biscotti che l’hanno “vestita”.

Come potete vedere nelle immagini qui sotto, le lettere che compongono il nome M I A hanno uno sfondo con un pattern a fiori. Inutile dirvi quanto mi sia piaciuto! Come l’ho realizzato? Con l‘aerografo e con uno stencil composto da tre parti, disegnato e realizzato dal brand americano Killer Zebra’s. I risultati delle decorazioni con aerografo sono certamente da migliorare perchè è da poco che lo uso (da autodidatta per di più) ma già solo così, mi danno una grande soddisfazione! Finalmente, riesco a realizzare i tanto desiderati sfondi che sognavo! Insomma, aerografare mi diverte: sono così contenta che darei una spruzzatina a ogni cosa! Certamente non aspettatevi chissà che, perchè anche in questo caso, l’uso dell’aerografo sarà molto delicato e moderato…..sia per la scelta dei colori e sia per lo stile della decorazione.

Non faccio promesse perchè poi so già che non riesco a mantenerle, però mi piacerebbe tanto, prima o poi, raccontarvi meglio questa mia nuova esperienza, soprattutto dal punto di vista strumentale, spendendo due parole per le varie attrezzature , comprese quelle meno utilizzate, soprattutto qui in Italia. Dal punto di vista tecnico, è ancora prematuro lanciarsi in insegnamenti perchè non ho le dovute competenze ma anche in questo caso, potrete fare affidamento alla rete, in cui si trovano svariati tutorial.

Parliamo ora di uno dei due cuori, ovvero di quello color mandorla. Purtroppo lo sfondo embossing nella foto si vede poco bene….ma anche qui, ho una novità da raccontarvi. Come ricorderete, vi avevo già presentato svariati modi per imprimere la ghiaccia reale attraverso “strumentazioni” di recupero, tipo la carta forno stropicciata o liscia, le garze di cotone, il cartoncino ondulato delle confezioni di biscotti, i tappetini per la pasta di zucchero o per i pizzi…ecc..ecc…ora invece, se ancora non lo sapete, vi annuncio che esistono delle pergamene ad uso alimentare (of course! ) per creare bellissime texture in 3D. Chi le avrà mai ideate, secondo voi? Gli americani! E chi sennò? Grazie alla mia amica newyorkese-veneziana ho potuto acquistarne alcune…innamorandomene intensamente! Anche di questo ve ne parlerò approfonditamente nelle prossime puntate! Se siete curiosi, vi toccherà seguirmi…..ma fate piano, perchè ho già una certa età!

A questo punto, sarebbe il momento del paragrafo dedicato ai tagliabiscotti ma come vi ho spiegato in precedenza ho scelto di rinunciarvi. Vi preciso unicamente che la lettera “M” l’ho ricavata a mano e non fa parte del font con cui è stato realizzato l’intero alfabeto di cutters.

Coloranti: Fractal Colors

Fotografia e post produzione:KM

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